Antonio Panico: Business coach, il primo in Italia

Antonio Panico è il primo Business Coach in Italia; tantissime sono le testimonianze di chi ha usufruito dei suoi programmi di business coaching o partecipato ai suoi corsi e ha applicato il suo metodo di coaching, persone che hanno avuto e continuano ad ottenere risultati straordinari nel proprio business.

Antonio Panico

Qual è stato il tuo percorso professionale?

Da giovanissimo ho dovuto lavorare per guadagnare i soldi per pagarmi l’università. Quando mi sono laureato ho subito iniziato a fare l’informatore scientifico; dopo un anno, per i risultati ottenuti sono stato promosso nel marketing. Dopo un anno ancora mi hanno affidato il lancio di un prodotto farmaceutico anche se ero l’ultimo arrivato: ho fatto il miglior lancio al mondo, avevo intuito che potevano ottenere grandi risultati cambiando il posizionamento del prodotto, il risultato fu clamoroso. Dopo un anno ancora mi chiesero: che carriera vuoi fare? Ed io risposi: voglio fare il responsabile di formazione e del coaching!

Avevo individuato delle abilità nella parte formativa perchè io ero responsabile marketing di prodotto, ma facevo formazione per i venditori, avevo visto che quel lavoro mi piaceva e avevo delle abilità. Andò via il responsabile della formazione e presi quell’incarico: fu scandalo in azienda perchè io ero proiettato a fare il direttore marketing e poi ero sulla cresta dell’onda, al top! Però la mia passione erano le persone, lo sviluppo personale, così scelsi questa strada.

Così ho iniziato a fare formazione; ho dovuto ricominciare da capo, ho studiato, mi sono impegnato tantissimo e dopo 3 anni il mio livello di formazione coaching era diventato il bex artist primod. Ho passato gli ultimi 3 anni in quell’azienda a formare i miei colleghi in giro per il mondo per applicare nel resto del mondo i modelli che avevo sviluppato nella filiale italiana della Menarini.

Mentre stavo facendo tutto questo conobbi T Harv Eker, partecipai ad un suo corso, feci l’Accademia e inziai a lavorare con lui perchè fui selezionato come trainer, poi trovai i primi clienti e decisi di lasciare la Menarini per dedicarmi totalmente a questi.

Nel 2016 feci un primo corso di formazione ai miei clienti che chiedevano di imparare il business coaching da me, iniziai a prendere clienti anche per loro perchè io ne avevo più di quanti ne potessi gestire, così iniziai a fare l’Accademia e passare clienti a loro; nel 2018 aprii la società e una nuova Accademia. Ho fatto Accademia nel 2016, 2018, 2020, 2021.

In questi anni ho raccolto centinaia di casi di successo visionabili da chiunque e formazione ad oltre 80 coach, di questi una ventina oggi sono miei coach: 40 sono ancora in formazione, dei 40 già formati il 50 % sono diventati miei coach, lavorano con me e gestiamo i clienti che mi contattano.

Nel 2021 sono stato premiato come business coach dell’anno da Ceo today management consulting awards, un premio che rappresenta per me un grande onore perché è arrivato in un momento non facile per le imprese di tutto il mondo: il riconoscimento è prestigioso e testimonia l’efficacia di tutto il lavoro fatto finora.

Di che cosa tratta il tuo metodo Business Coaching Italia? Com’è nato e come si è sviluppato?

Tutto è nato perchè inizialmente volevo vendere formazione: io facevo corsi di front end dove invitavo imprenditori, li promuovevo, arrivava gente interessata, l’aula si riempiva e vendevo percorsi di formazione di business che però nessuno voleva comprare perchè quello che desideravano era che io facessi loro da consulente.

Così io capii che quello che volevano non era formazione ma un percorso di affiancamento: così nacque il Business Coaching che io chiamai così per differenziarmi da quello che c’era all’epoca.

Non si tratta di life coaching fatto all’imprenditore, ma il coaching sui processi di business: si tratta di un percorso di coaching unito alla consulenza di processi che ha come fine il raggiungimento di obiettivi stabiliti e attesi.

In questo percorso si crea un’alleanza mentale, la struttura portante è l’accompagnamento all’azione che punta ad ottenere successi progressivi; abbiamo scoperto con il tempo che quando le persone ottengono risultati sono più felici, sono più serene, migliorano come persone. Quindi il risvolto “life” c’è, ma è una conseguenza delle performance imprenditoriali.

Io ho sempre lavorato sul miglioramento del business che determina anche la crescita personale; d’altronde il miglioramento personale è il miglioramento dell’autoefficacia e, come dice Bandura, la più grande fonte di autoefficacia è il raggiungimento degli obiettivi perchè se tu raggiungi determinati traguardi ti senti più forte.

La mission mia e della mia società è aiutare gli imprenditori ad espandere così la propria azienda, sistematizzando e ottenendo il loro business ideale.

In tanti confondono il business coaching con la consulenza, qual è la differenza?

Il business coaching è l’unione della consulenza dei processi con il coaching. La consulenza è quando un esperto ti dice come devi fare, fa l’analisi e ti dà la soluzione, il coaching invece è un affiancamento dove le cose le fa il cliente e il coach supporta e guida il cliente a prendere consapevolezza, così da diventare autonomo, mentre il consulente non punta al miglioramento della vita dell’imprenditore, né alla sua autonomia.

In tanti pensano che il coaching sia un qualcosa di motivazionale, ma non è così; è importante per un business coach capire cosa fa il cliente, per poterlo guidare sino a raggiungere l’obiettivo che si è prefissato.

Il business coach, tra le tante cose, lavora sull’imprenditore per migliorare la sua leadership in modo che sia capace di gestire al meglio dipendenti e collaboratori, che capisca come valorizzare ogni persona e che possa definire i ruoli di ognuno per creare una squadra che vince.

Una squadra vince non grazie ai campioni, ma grazie ad una media di persone buone quando le persone collaborano bene e in armonia tra di loro.

Qual è l’errore più grande e più comune che fanno gli imprenditori?

Nella mia esperienza posso dire che l’errore più diffuso è nella delega. Delegare non significa disinteressarsi, delegare significa scrivere i processi come devono essere fatti, verificare che vadano bene così come sono scritti, devono essere insegnati, si deve far vedere come devono essere fatti, devono essere lasciati fare più volte finchè la persona a cui è stata data la delega non diventa autonoma, verificando comunque periodicamente i risultati.

Spesso gli imprenditori delegano senza lasciare informazioni, senza formazione, senza processi e così il rischio imprenditoriale diventa davvero alto. Il colpevole della mancanza di efficacia del collaboratore è chi ha delegato senza lasciare nessuna istruzione e, se ciò che fa crescere di più l’autoefficacia sono l’esperienza ed il successo, è importante affiancare il collaboratore affinché sia pronto a gestire la fiducia che gli è stata data attraverso la delega.

Oggi un imprenditore deve avere grandi capacità manageriali reali in un mondo che cambia così velocemente, ogni giorno si è chiamati a fare riflessioni e scelte sul proprio mercato e futuro, per questo è importante farsi affiancare da un business coach.

Spesso si fanno errori perchè si fanno scelte emotive piuttosto che scelte razionali: è importante basarsi e concentrarsi sui dati per fare la scelta giusta, esprimere un’opinione senza argomentare con i dati è molto rischioso e oggi l’imprenditore non è abituato a scegliere leggendo i dati.

Come funziona l’Accademia di Business Coaching Italia?

L’Accademia è una scuola di business che si basa sull’autoefficacia. Viene fatto un webinar all’anno, apro l’Accademia verso ottobre/novembre, è rivolta a manager, professionisti, imprenditori e venditori che vogliono fare questo percorso che dura 18 mesi e si accede tramite una selezione da superare.

Il ruolo del Business Coach è una delle professioni in rapida ascesa in Italia visto che emerge un’urgente necessità di un aiuto concreto nelle riorganizzazioni aziendali e un Business Coach guida l’imprenditore verso i propri risultati facendolo crescere sino a renderlo autonomo.

L’Accademia si basa sull’insegnamento di metodo Business Coach Italia, metodo di coaching replicabile e che funziona perchè basato sull’autoefficacia e sulla scienza, un metodo adatto a qualsiasi ambito di coaching e che dà gli strumenti per portare un team a replicare risultati di successo.

In Accademia ci sono 6 aule e sono previste 25 lezioni online, si affrontano tematiche che vanno dalla definizione di coaching alla responsabilità del business coaching, l’autoefficacia, la frequenza emotiva, organigramma, la leadership, come delegare, la selezione del personale, come fare script di vendita, il piano marketing e tanto altro ancora.

Lo studio teorico dei protocolli del metodo Business Coach Italia viene integrato da test, prove pratiche su casi veri, simulazioni e si testano personalmente percorsi di coaching seguiti da un coach senior di Business Coach Italia.

Tutto questo garantisce ad ogni cliente sempre lo stesso standard di qualità e il raggiungimento degli obiettivi stabiliti “a qualsiasi costo”!

Infine quest’anno ho aperto la scuola di coaching, ovvero la scuola dove insegno il metodo basato sull’autoefficacia priva dei contenuti sul business. Questo perché molti hanno già competenze tecniche e vogliono imparare solo la parte coaching.

In questa scuola si risolvono i tre problemi principali di chi si appresta a diventare coach, ovvero come promuovere il coaching, come venderlo ed il metodo di coaching, che consente di far ottenere risultati al coachee e a fidelizzarlo nel tempo. Tutto ad un prezzo insuperabile…

Cristian Andreatini

Mi piace il Coaching e mi piacciono le sfide. Ogni volta rimango affascinato da come il potenziale umano possa fare una rivoluzione nella vita delle persone, quando viene riconosciuto, accettato e gestito con grande consapevolezza.

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