Educazione emotiva: che cos’è e perchè è importante

L’educazione emotiva è una disciplina importantissima che fino ad oggi, purtroppo, è stata molto trascurata, come confermato dal fatto che quando la si menziona, non tutti sanno che cosa sia.

Prima di entrare nel dettaglio e di scoprire di che si tratta, è utile sottolineare che l’educazione emotiva può riguardare, o meglio dovrebbe riguardare, sia i bambini che gli adulti.

Familiarizzare con determinati concetti e allenare le soft skill già in giovanissima età non può che essere utile per il processo di crescita, ma non è mai troppo tardi per comprenderne la rilevanza.

Le persone competenti sul piano emozionale, quelle che sanno controllare i propri sentimenti, leggere quelli degli altri e trattarli efficacemente, si trovano avvantaggiate in tutti i campi della vita, sia nelle relazioni intime che nel cogliere le regole implicite che portano al successo politico. Daniel Goleman

Educazione emotiva

Cosa significa educazione emotiva

L’educazione emotiva o emozionale si definisce come un approccio educativo orientato a sviluppare e potenziare l’intelligenza emotiva nei bambini e nei ragazzi.

Non siamo robot, non siamo automi, siamo persone, ciò significa che avvertire delle emozioni fa parte della nostra essenza.

Provare emozioni è inevitabile, farlo in modo smodatamente ridotto rispetto a ciò che si sta vivendo, rappresenta un vero e proprio campanello d’allarme.

È questa la base su cui si fonda questa disciplina:

Le emozioni sono un elemento fondante della natura umana e l’educazione emotiva ha come obiettivo quello di costruire un benessere che abbracci non solo il corpo e la mente, ma anche la sfera emozionale.

A cosa serve l’educazione emotiva

Chiarito cos’è l’educazione emotiva e qual è il suo obiettivo, possiamo porci un’altra domanda molto importante per scoprire questa disciplina, ovvero: a che cosa serve?

Sintetizzando al massimo un argomento molto vasto e variegato, sul quale si potrebbero scrivere libri su libri, possiamo affermare che:

L’educazione emotiva serve a raggiungere, o semplicemente a mantenere, un equilibrio emotivo ottimale e, di conseguenza, anche un buon equilibrio generale.

Le minacce che possono riguardare la tua sfera emozionale, proprio come quella di qualsiasi altra persona, sono innumerevoli, e a questo riguardo è possibile fare svariati esempi.

Ci sono persone che credono che le emozioni possano essere sopraffatte. Donne e uomini che, talmente presi dalla loro quotidianità e dalle varie attività pratiche che la contraddistinguono, ritengono che non ci sia modo di provare emozioni o, ancor peggio, che siano una perdita di tempo.

Questo, ovviamente, non corrisponde alla realtà e le emozioni che vengono represse possono poi “esplodere” in maniera improvvisa.

Restando in tema di repressione delle emozioni, va sottolineato che tantissime persone si rendono protagoniste di comportamenti simili per:

  • Imbarazzo.
  • Timidezza.
  • Ostentare sicurezza.

Esempi di questo tipo possono essere quelli di chi per mostrarsi forte e sprezzante e per uniformarsi a un cliché, evita di esternare le proprie emozioni.

Lo stesso vale per chi non è abituato ad emozionarsi in presenza di determinate persone, per questo motivo reprime manifestazioni assolutamente normali come potrebbe essere il commuoversi dinanzi ad un bel gesto.

Anche queste sono delle forme di repressione che, se riguardano emozioni piuttosto forti o se vengono protratte per un lasso di tempo rilevante, possono comportare dei risvolti negativi non da poco.

Come sviluppare l’educazione emozionale

L’educazione emotiva, ovviamente, non è un qualcosa di autoreferenziale:

Per comprendere la propria emotività e viverla con il giusto equilibrio bisogna imparare anzitutto a rispettare quella altrui.

Non si può certo pensare di avere una visione ottimale della propria vita emotiva se poi, nel relazionarsi con gli altri, si incappa in banali stereotipi, come:

  • Mostrarsi deboli per una persona di sesso maschile sia indice di scarsa virilità.
  • Commuoversi indichi il fatto di non essere forti.
  • La credenza per cui un momento di smarrimento o di crisi sia indicativo di scarsa motivazione e determinazione.

Proprio in tema di rispetto delle emozioni altrui, delle distorsioni di un’emotività sana ed equilibrata tendono a manifestarsi molto spesso nel mondo del lavoro.

In molti ambienti lavorativi, per esempio, si ritiene che lo svolgimento di un’attività professionale e l’orientamento al profitto non siano conciliabili con l’emotività, sia propria che altrui.

C’è chi ritiene che il business sia una sorta di mondo a sé stante nel quale il fine giustifica qualsiasi mezzo, senza considerare l’emotività altrui e il comportarsi in maniera del tutto priva di empatia.

Questa visione, chiaramente discutibile sul piano etico, non comporta dei danni esclusivamente all’emotività altrui, ma anche alla propria:

Se non si rispetta la sfera emotiva degli altri, infatti, sarà praticamente impossibile riuscire a costruire un equilibrio ottimale per la propria persona.

Come insegnare l’educazione emotiva

L’educazione emotiva serve a comprendere che le emozioni hanno sempre una ragione. Possono essere un avvertimento che qualcosa nella nostra quotidianità, negli ambienti che frequentiamo e nelle nostre relazioni interpersonali, non sta andando come dovrebbe.

Chi gode di un buon equilibrio emotivo, dunque, riuscirà sicuramente a “leggere” correttamente e per tempo le proprie emozioni, affrontando così situazioni spiacevoli come queste con consapevolezza e con una maggiore forza interiore.

L’educazione emotiva dedicata ai bambini avrà una natura differente da quella rivolta agli adulti, ma al di là di queste considerazioni piuttosto ovvie, in discipline come queste seguire un approccio personalizzato è fondamentale.

Nell’insegnamento dell’educazione emotiva, per ottenere risultati e garantire un concreto miglioramento del benessere della persona, è fondamentale considerare:

  • Le sue peculiarità.
  • Il suo vissuto.
  • I suoi punti di debolezza correlati al modo di vivere le emozioni.

Quanto è importante l’educazione emozionale

Concludendo questo breve excursus sull’educazione emotiva possiamo affermare che ha un’importanza indiscussa e che sottovalutarla, come si è spesso fatto fino ad oggi, è un grosso errore:

  • Significa perdere un’opportunità di crescita personale che potrebbe spalancare degli straordinari orizzonti.

Il benessere dipende da una molteplicità di aspetti i quali, tuttavia, sono tutti riconducibili a 3 categorie, ovvero il benessere:

  1. Fisico.
  2. Psichico.
  3. Emozionale.

Categorie che non vanno intese come elementi indipendenti, ma che al contrario si intersecano tra loro, influenzandosi costantemente.

Un malessere emotivo può essere causa di un disagio psichico, il quale può a sua volta sfociare in episodi di somatizzazione, e lo stesso vale per il contrario:

Un malessere fisico, soprattutto se trascurato o non curato in maniera adeguata, può assolutamente avere risvolti negativi sulla sfera psichica ed emozionale.

Avere piena consapevolezza di cosa sia l’emotività e di quali sono i diversi volti con cui può manifestarsi è un elemento fondamentale se:

  • Desideri costruire un benessere profondo e duraturo.
  • Se vuoi raggiungere un equilibrio che ti consenta di fronteggiare al meglio tutti i fattori esterni in grado di incidere sulla tua sfera emozionale.

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