Gabriele Pagnini: Ingegnere, Life & Business Coach, Formatore e Ideatore dell’Accademia di Ingegneria del Pensiero®

Gabriele Pagnini

Parto subito con la domanda centrale. Come è arrivato il coaching nella vita di un affermato ingegnere?

Era il 2011. Come consulente e formatore aziendale mi stavo occupando principalmente di organizzazione della produzione, ottimizzazione dei processi, controllo di gestione e tanto altro. 

Erano state la mia irrefrenabile curiosità e una domanda ricorrente: “Come funziona questa cosa?” che mi avevano indirizzato e accompagnato nei miei studi. Nel 1984 mi sono laureato in Ingegneria Elettronica.

La vita professionale procedeva più che bene ma un’altra domanda cresceva, sempre più insistente, nella mia mente: “Come funzionano le persone?”. 

Già, è una domanda strana, affascinante e forse anomala per un ingegnere ma anche in questo caso ha vinto la curiosità

Come ti dicevo era il 2011 e ho deciso di avventurarmi in una grande sfida, quella di integrare le mie competenze tecniche avvicinandomi ad alcune discipline di taglio umanistico. 

Ho iniziato con la Programmazione Neuro Linguistica (PNL): prima con un percorso da Practitioner per poi passare al Master Practitioner.

 

Subito dopo, nel 2012 ho avuto una grande opportunità: la prestigiosa scuola SUN (Success Unlimited Network®) organizzava proprio a Pesaro, la città in cui vivo, un’edizione di Coach Training accreditata da ICF (International Coaching Federation), la più importante federazione di coaching al mondo.

Ecco come è arrivato il coaching nella mia vita. 

Due anni di formazione, pratica, mentoring e supervisione con uno straordinario Master Coach e il gioco è fatto. Sono diventato un SUN Certified Success Coach. 

Da quel momento, che cosa è cambiato nella tua vita professionale e privata?

Ho subito iniziato a praticare Coaching Individuale e Aziendale, Group e Team Coaching. Quando potevo, invece di riconfermare incarichi di consulenza tradizionale, attivavo progetti di coaching e così, passo dopo passo, ho cambiato il mio approccio alla professione.

Anche nel privato il coaching mi ha fornito utilissimi strumenti e la qualità della mia vita e delle relazioni, di giorno in giorno, sono migliorate.

La mia curiosità, però, non era ancora appagata (e credo non lo sarà mai). Mi mancava qualcosa nell’ambito della psicologia. Non tanto nella teoria quanto nella sua applicazione. Così nel 2016 mi sono iscritto e ho frequentato la scuola triennale organizzata da AIPAC (Associazione Italiana di Psicologia Applicata e della Comunicazione) di Pesaro. Nel 2019 mi sono diplomato in Counseling Esistenziale Integrato.  

Tante belle cose. E che cosa ci hai fatto con tutto questo “sapere”?

È vero, ho studiato tanto, forse ancor di più che durante il periodo universitario. Oltre alle scuole che ti ho citato ho anche seguito seminari, corsi e ho letto centinaia di libri. Questa per me è diventata una vera passione. In dieci anni ho frequentato formazione per più di millequattrocento ore e… non ti dico quanto ho speso… 

Sempre però con i piedi ben piantati per terra, sempre utilizzando il mio approccio ingegneristico e funzionale. Del resto… a che cosa serve studiare e “sapere” se poi non applichi quanto hai capito? Se quello che fai non serve a qualcosa o a qualcuno?

Mi muovevo abbinando due parole: Ingegneria e Pensiero.

Volevo armonizzare queste tre nuove discipline di taglio umanistico (PNL, Coaching e Psicologia Applicata), così apparentemente lontane dal mio mondo, per arrivare ad una sintesi funzionale che potesse servire a qualcosa.   

Certo che bisogna essere un po’ “spericolati” per abbinare due parole come Ingegneria e Pensiero!

Si. Lo ammetto, sono stato un po’ “spericolato”. Quando parlo di questi argomenti e uso questo titolo, mi capita spesso di vedere sguardi interrogativi. 

Ti racconto un aneddoto. Un giorno, dopo una mia conferenza a Perugia, mi si è avvicinato uno psicologo che, con il dito alzato, mi dice: «Bello questo abbinamento di parole, bello!» Poi, come avrebbe fatto Aristotele, sempre con il dito alzato e lo sguardo verso il cielo se n’è andato continuando a dire: «Ingegneria del Pensiero! Bello questo abbinamento di parole, bello!»

Ho fatto tutto il viaggio di ritorno con quella immagine e quella voce in testa. Pensavo: «Sta a vedere che quello strano soggetto mi ruba l’idea!»

Il giorno dopo mi sono fiondato alla Camera di Commercio e… incredibile, nessuno era stato così spericolato. Il marchio era libero. Ovviamente l’ho registrato io, subito, e così è nata ufficialmente l’Ingegneria del Pensiero® che poi è diventata un’Accademia.

Accademia del pensiero

E che cosa c’è dentro questa Accademia?

Formazione e allenamento. 

Il mio slogan è: Alleniamoci a pensare meglio & meno! 

Prima della pandemia proponevo solo corsi in aula a Pesaro o, raramente, in altre sedi. Serate da 2 ore o weekend (sabato pomeriggio e domenica mattina). 

Poi nel periodo 2020-2021 le persone interessate hanno iniziato a chiedermi videocorsi online. È stato un investimento enorme, in termini di tempo e di impegno, ma anche in questo caso ho voluto vivere la sfida. Non sono partito però dalla versione in aula. Ho riprogettato tutto da zero, per valorizzare le potenzialità della versione online. Non sono corsi che io tengo in remoto, sono lezioni ed esercizi animati e commentati da me. Ognuno può accedere quando vuole, da dove vuole e per quanto tempo vuole. 

Doppia possibilità: in aula alle date che organizzo o online quando vuoi. 

In molti mi chiedono anche una versione combinata: lezioni online più alcuni incontri individuali in remoto nei quali condividiamo le esperienze, una sorta di formazione con coaching, mentoring e supervisione. È la modalità che produce i migliori risultati! 

Puoi anticiparmi qualche titolo? Di che cosa parli?

Gli argomenti sono tanti. Puoi immaginare, dieci anni di studio e di pratica per quando sintetizzati… 

Le tipologie dei corsi sono due. Quelli che chiamo corsi click sono corsi brevi, un’unica lezione, mirati a far scattare un click nella mente di chi partecipa. Mi piace pensare che alla fine del corso, il partecipante possa dire: «Non ci avevo mai pensato!»

Ecco l’elenco:

  • Il potere delle domande – Perché ti poni e poni domande? Bella domanda… vero?
    Come e quando una domanda diventa “potente”.
  • Sono solo parole? – Che cosa è una parola? Che energia trasporta? Come, la “semplice” parola, si inserisce nell’ampio mondo della comunicazione.
  • Cellule, organismi e organizzazioni – Sotto quali aspetti gli organismi e le organizzazioni sono simili alle cellule? Che cosa, tutti noi, possiamo imparare da questi minuscoli “maestri”.
  • Il cuore del Coaching: l’Inner Game – Ti è mai capitato di parlare con te stessa, con te stesso? Chi stava parlando con chi? L’Inner Game è la risposta!
  • Il vento del cambiamento – Come “bilanciare” le emozioni per attraversare consapevolmente un periodo di cambiamento e vivere bene un nuovo inizio.

Poi ci sono i corsi che si sviluppano in più lezioni, quelli che possono richiedere anche settimane di studio e applicazione:

  • Il mondo dentro e fuori di te – Esiste un mondo “reale”, uguale per tutti? Una nuova prospettiva sul ciclo di interazione tra te e il mondo.
  • SEI quello che FAI o FAI quello che SEI? – Un viaggio nei misteriosi mondi dell’ESSERE e del FARE, vissuto con il prezioso aiuto dei “livelli neuro-logici di pensiero”.
  • La geometria dei comportamenti – Un’approfondita esplorazione dei programmi mentali (“filtri e meta-programmi”) che governano i nostri comportamenti e condizionano le nostre relazioni. 
  • Tra il DIRE e il FARE… – Che differenza c’è tra un desiderio, un’idea e un obiettivo? Realizza i tuoi sogni utilizzando la mappa DIVOSOSTAVA®.

Come formatore lavori anche su altri fronti oltre che nella tua Accademia?

Si. La formazione mi piace tantissimo e vive in perfetta armonia con il coaching. Quando posso tengo anche corsi a progetto ma la mia più grande soddisfazione è stata quella di riuscire ad entrare in Master Universitari. Ho collaborato più di una volta con l’Università di Urbino.

Mi è rimasto un aspetto da chiarire, che cosa intendi per approccio ingegneristico applicato alla tua Accademia?

Credo che il mondo della formazione, soprattutto in ambito Crescita Personale, sia diventato una vera e propria giungla. È difficilissimo muoversi in mezzo ai mille metodi innovativi, alle tecniche infallibili, alle regole miracolose… che in tanti ci propongono.

Io, come ti dicevo, ho una visione molto applicativa della conoscenza quindi in tutti gli studi che ho portato avanti ho sempre cercato un risvolto pratico e funzionale.

Quando mi avvicino ad un nuovo argomento uso una sorta di mantra: Studio, Smonto, Semplifico, Sperimento, Rimonto e Racconto.

Mentre Studio, Smonto e mentre Smonto, Studio.

Poi Semplifico cercando di “distillare” e andando diritto al cuore dei temi.

Sperimento per capire se ho capito e se la sintesi che ho fatto può funzionare.  

Rimonto arricchendo la sintesi di esercizi progettati per allenare la mente nel saper pensare

Questo è quello che intendo per approccio ingegneristico.

C’è un’ultima fase che non è tipica di un ingegnere, la devo a mio padre, attore e poeta: Racconto, tutti i miei corsi sono sviluppati con una modalità narrativa che spero li rendano più gradevoli e incisivi.  

Torniamo al coaching. Oggi, guardandosi in giro, è pieno di coach di tutti i tipi ma… c’è un modo per identificare un vero coach professionista? Esiste una sorta di albo professionale dei coach?

Un albo professionale vero e proprio ancora no. Esistono però qualificanti certificazioni riconosciute a livello internazionale. 

L’ente più accreditato è di certo ICF (International Coaching Federation) che ha previsto credenziali a tre livelli: ACC (Associate Certified Coach), PCC (Professional Certified Coach) e MCC (Master Certified Coach).  

Come si ottengono queste credenziali? Quando è utile ottenerle?

Scuole accreditate, tanto studio, esami e soprattutto tanta pratica.

Ti pongo io una domanda: «Voleresti con un pilota che ha fatto tanti corsi ma nessuna ora di volo?»

Per conoscere meglio le credenziali puoi fare riferimento al sito ICF.

Ti posso comunque dire che io, nel 2018, ho conseguito il secondo livello cioè la credenziale PCC (Professional Certified Coach). Oltre alla scuola SUN che era già accreditata da ICF e ad un esame sulle competenze e sul codice etico, la certificazione richiede almeno 500 ore di coaching documentate. È questo che fa la differenza! Non solo, la credenziale ha una scadenza triennale quindi, per mantenerla, devi continuare a praticare e frequentare formazione certificata. Io, la mia, l’ho rinnovata nel 2021.

È una certificazione molto qualificante. Pensa che ad oggi, in ICF Italia, i PCC sono meno di 200. Sì, hai capito bene, meno di 200!

A che cosa serve? Per il life coaching è improbabile che il cliente ti chieda di mostrargli le tue certificazioni ma credo che sia comunque una buona garanzia per lei/lui. Nel mondo aziendale invece la credenziale PCC è praticamente indispensabile e ti apre molte porte.

Volendo riassumere la tua professione oggi?

Oggi, con più di duemila ore di coaching al mio attivo, oltre al:

  • Coaching Individuale
  • Coaching Aziendale
  • Group e/o Team Coaching

mi occupo anche di:

  • Mentoring
  • Supervisione

E poi, in perfetta armonia e con grande passione, ci sono la formazione e la mia Accademia di Ingegneria del Pensiero®

In generale che cosa ti piace fare?

Mi piace fare tante cose. Scegliendone alcune direi: studiare, leggere, scrivere, ascoltare musica, suonare, camminare, andare in bici e soprattutto… relazionarmi con belle persone!

Il tuo motto? 

Da sempre e per sempre… VIVA LA CURIOSITÀ!

Cristian Andreatini

Mi piace il Coaching e mi piacciono le sfide. Ogni volta rimango affascinato da come il potenziale umano possa fare una rivoluzione nella vita delle persone, quando viene riconosciuto, accettato e gestito con grande consapevolezza.

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