Il tempo dal punto di vista di un coach

La vita è un percorso. Non ci sono stazioni di arrivo ma solo di transito.

Ogni fine viaggio è l’inizio del viaggio successivo sia esso in questo mondo o in altri mondi a noi sconosciuti.

Certo è che durante il viaggio la differenza la fa come riusciremo a viaggiare!!

Il tempo e la comunicazione interpersonale sono i nostri due compagni di viaggio.

Ci seguono sempre, ovunque. A volte sono più generosi, a volte meno. Si aspettano da noi l’impegno a riconoscerli, ad accudirli. Si augurano che si impari il prima possibile a convivere con loro.

Due sono le leggi assolute: 1) il tempo è una grandezza finita 2) si comunica sempre con tutti!!

Il brano che segue può essere utile per chiunque di noi ma in particolare modo per tutti coloro che hanno da poco compiuto 20 anni e probabilmente hanno appena acquisito una laurea.

. . . un coach esperto in gestione del tempo, durante un suo seminario, rese visivo un concetto che mi rimase per sempre negli occhi e nelle mente. Per colpire nel segno il suo uditorio, propose un quiz, poggiando sul tavolo di fronte a sé un vaso di vetro, un bel vaso di quelli usati per i fiori a gambo lungo.

Da sotto il tavolo, tirò fuori una decina di pietre, di forma irregolare, grandi circa un pugno, e con attenzione, una alla volta, le infilò dentro il vaso finché non fu più possibile aggiungerne altre.

A questo punto chiese ai presenti: “Secondo voi il vaso è pieno?” Tutti risposero di sì.

“Davvero?”

Si chinò di nuovo sotto il tavolo e tirò fuori un secchiello di ghiaia che versò dentro il vaso, muovendolo delicatamente affinché i sassolini potessero scivolassero negli spazi tra le pietre. A questo punto chiese nuovamente: “Adesso il vaso è pieno?”.

A questa seconda domanda i presenti che avevano capito risposero: “Probabilmente no”. “Esatto” aggiunse il coach.

Qualche secondo dopo tirò fuori un contenitore con della sabbia e la verso nel vaso riempiendo tutti gli spazi rimasti liberi. Di nuovo chiese: “Il vaso, adesso, è pieno?”

“No!” risposero in coro i presenti. “Bravi, infatti manca l’acqua!” e tirata fuori una brocca ne versò il contenuto all’interno del vaso riempiendolo sino all’orlo.

Adesso le persone che avevano assistito alla spiegazione “visiva” erano pronte per la domanda finale: “Qual è la morale della storia?” chiese il coach.

Un ragazzi rispose: “La morale è, non importa quanto fitta di impegni sia la tua agenda, se lavori sodo ci sarà sempre un buco per aggiungere qualcosa di altro!”.

“Questa è una delle possibili risposte”, rispose il coach, “ e questa risposta e figlia di come hai deciso di interpretare la tua vita”.

La mia riflessione invece è un’altra: “ . . .ciò che è necessario fare, sin da subito, è fermarsi e riflettere su quali siano per te le pietre fondamentali della tua vita, quelle più grandi!

Se lasci passare il tempo e non ci pensi sin da subito, col passare del mesi e degli anni, potresti arrivare un giorno ad accorgerti che le pietre che contano, ovvero i valori più importanti per te e per la tua vita, non troveranno più spazio in un vaso ormai pieno di altro!!”

Quali sono le “pietre” della TUA VITA?

I figli, le persone care, gli amici, il tuo grado di istruzione, i tuoi sogni, la tua missione di vita, la tua salute, . . .

L’attuale società che ci circonda, a detta di coloro che in questi anni ho avuto il piacere di fare coaching, risulta essere fortemente destabilizzante ed i principali “prezzi” che paghiamo per rimanere in equilibrio in un sistema che costantemente crea disequilibrio sono la stanchezza fisica e le sensazioni di ansia e stress negativi.

Queste due sensazioni emozionali solitamente non ci vengono spiegate a scuola o in famiglia e quindi le viviamo senza neanche sapere se stiamo vivendo una situazione ansiogena o stressante. L’unica cosa che sappiamo bene è che stiamo male, ci sentiamo a disagio, in difficoltà.

Soprattutto non ci insegnano che sia l’ansia sia lo stress possono entrambi trasformarsi in sensazioni positive, arricchenti, energizzanti. Insomma diventare da nemiche ad “alleate” per aiutarci a costruire una vita più equilibrata e serena.

Questo oltre a creare una inevitabile perdita di tempo a causa delle mancanza di conoscenza di come lavorare per creare un obiettivo ben formato e muoversi per priorità, crea anche problemi dal punto di vista comunicativo interpersonale perché diventiamo più nervosi ed irritabili.

Senza la conoscenza di come poter trasformare le “emozioni scure e destabilizzanti” in stati emotivi funzionali ed efficaci non avremo mai la possibilità di vivere una stato di serenità personale, che non ha nulla a che vedere con la felicità.

Noi non siamo sereni perché viviamo stati di felicità, ma possiamo provare momenti di felicità perché sappiamo vivere in modo sereno.

Gli incontri di coaching hanno la funzione di creare stati di conoscenza ed attivazione di comportamenti nel coachee utili ed adeguati a far sì che posso vivere con maggior soddisfazione la propria vita personale e professionale, riuscendo a trasformare quegli stati emotivi che spesso ci avviliscono e ci allontanano dal vivere meglio.

Il mio augurio è che questo spunto di riflessione possa essere uno stimolo a continuare a fare bene, comprendendo le dinamiche che ti circondano e lasciandoti la voglia di essere sempre protagonista delle tue scelte, sapendo che non ci sono scelte giuste o sbagliate. Ci sono solo scelte.

Scegli di scegliere!

Cristian Andreatini

Mi piace il Coaching e mi piacciono le sfide. Ogni volta rimango affascinato da come il potenziale umano possa fare una rivoluzione nella vita delle persone, quando viene riconosciuto, accettato e gestito con grande consapevolezza.

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